Viaggio a Kragujevac - ottobre 2009

Cronaca del viaggio, i progetti in corso

Ali spezzate

E’ stato un viaggio in due tempi, perchè Gilberto è partito il 20 ottobre, in modo da poter partecipare alle cerimonie in ricordo della strage nazista del 21 ottobre 1941.
Il resto della delegazione è partita il 22 mattina con il solito pullmino prestato dall’Associazione di Solidarietà Internazionale Triestina: Gino da Montereale V., Giuliano, Marvida e Olga da Trieste, Stefano da Fiumicello e Francesco da Napoli. Sul furgone la solita decina di scatoloni per altrettante famiglie di Kragujevac da parte dei donatori italiani: pannoloni per adulti e le immancabili medicine per il presidio medico della Zastava; questa volta anche una significativa quantità di strumentazione medica di base, fornita da Francesco.


Verso le 7 di sera di sera del 22 ci siamo ritrovati tutti alla sede del Sindacato Samostanli, con noi anche una delegazione della Zastava di Brescia, formata da Amneris, Bruno, Maurizio e Riccardo.
Dopo i soliti calorosissimi saluti abbiamo preparato il più velocemente possibile le buste contenenti gli affidi da distribuire, verificati tutti gli appuntamenti dei due giorni successivi e finalmente, per una volta neppure troppo tardi, una eccellente cena serba con i nostri amici del Sindacato Samostalni ed infine il meritato riposo in un albergo in centro città.

Ma proseguiamo con ordine e torniamo al 21 ottobre.

21 ottobre mattina: commemorazione della strage del 1941
E’ una bellissima giornata di sole, un po’ fresca. Insieme a un folto numero di rappresentanti di citta’ europee sono invitato dal Comune a prendere parte alle celebrazioni, al Parco della Memoria di Sumarice che ricorda una delle piu’ efferate rappresaglie naziste, che vide la fucilazione di 7300 persone.
Tra il 14 e il 19 ottobre 1941 vi furono nei dintorni della citta’ durissimi scontri tra soldati tedeschi e partigiani, durante i quali vi furono dieci morti e ventisei feriti tra le truppe occupanti.
Le agghiaccianti regole di rappresaglia imponevano il rapporto di 100 fucilati per ogni tedesco morto e 50 per ogni ferito. In realta’ tra il 19 e il 21 ottobre furono fucilate 7300 persone, quasi tutti maschi, rastrellati in tutta la citta’ e nei villaggi contadini circostanti; trovarono la morte anche gli studenti e i professori del Ginnasio, prelevati direttamente dalle aule. E furono poi uccisi anche i piccoli rom della citta’ che facevano tradizionalmente i lustrascarpe, perche’ rifiutarono di pulire gli stivali dei fucilatori.
I fucilati vennero gettati in trentatre fosse comuni, disseminate in 380 ettari di terra che oggi costituiscono il Parco della Rimembranza. Nel territorio del Parco sono stati eretti molti monumenti, il piu’ imponente dei quali ricorda gli studenti del Ginnasio ed e’ chiamato le Ali Spezzate.

Potete trovare un documentazione molto completa su questo argomento al seguente indirizzo:
http://www.cnj.it/CULTURA/krvavabajka.htm
dove e’ riportata anche in Serbo e in due versioni italiane la poesia ‘’Fiaba sanguigna’’ di Desanka Maksomovic scritto a ricordo degli studenti uccisi.
Ho visitato questo parco decine di volte, con tutte le delegazioni che si sono succedute in questi anni, sotto tutti i climi ma sempre con pochissime persone presenti, dominato dal silenzio.
Oggi invece la collina che sovrasta il monumento delle Ali Spezzate, e’ invasa di persone come pure tutti i prati intorno; sono persone di tutte le eta’, e moltissimi sono i giovani.
Dopo una lunga cerimonia religiosa segue una deposizione di corone di fiori da parte di moltissime delegazioni e associazioni; quest’anno c’e’ pure la nostra corona. Io non riesco a portarla e cosi’ due ragazzi, Milenka e Luka, mi aiutano, ed e’ una cosa stupenda, sono felici e allegri, molto presi da questo gesto simbolico, mi parlano fitto fitto, un po’ in Inglese e molto in Serbo, mi dicono di avere dodici e undici anni, capisco quasi nulla ma non importa, e’ un altro piccolo ponte di amicizia che si getta. Spero di rivederli, prima o poi.

ali spezzate Kragujevac.jpg

Sono rimasto molto perplesso, invece, al pranzo offerto dal Comune a tutte le delegazioni provenienti dall’estero. A tavola ero insieme a due Consiglieri comunali di Carrara, citta’ gemellata da molti anni con Kragujevac; brave persone, che avevano partecipato a questa manifestazione gia’ altre volte; la loro conoscenza della realta’ cittadina si limita pero’ agli incontri ufficiali, non sono pressoche’ mai venuti in contatto con la realta’ della popolazione, delle fabbriche chiuse e dei lavoratori licenziati e non hanno alcuna conoscenza delle campagne di solidarieta’ in atto ormai da tanti anni, anche a partire dalla loro citta’.
E cosi’ suppongo che sia stato per tutte le numerose citta’ presenti…

21 ottobre pomeriggio: inaugurazione della mediateca della Scuola Politecnica
Forse ricorderete che nella relazione di luglio scorso avevamo descritto la visita ad un’aula, piuttosto grande e in brutte condizioni, che la Scuola voleva destinare a mediateca di Italiano utilizzando il denaro avanzato sul progetto del Centro giovanile inaugurato a ottobre 2008 (residuo 4250 euro) a cui si aggiungeva e una donazione di 9000 euro proveniente dal Comune di Rho. Il Preside aveva sostenuto che i locali si sarebbero inaugurati a ottobre e cosi’ e’ stato!
E’ una cerimomia molto festosa, con la presenza di numerose Scuole Tecniche provenienti da Serbia, Bosnia, Slovenia, Macedonia, Repubblica Ceca e Germania, gemellate oon Kragujevac. Mancano solo gli studenti di Rho. Alcuni studenti della Scuola Politecnica  leggono in Italiano un brano tratto dal libro di Giacomo Scotti ‘’Kragujevac, la citta’ fucilata’’ a cui segue poi la lettura della traduzione in Serbo.
Poi rappresentanti di tutte le Scuole presenti illustrano le loro  realta’.
La sala lascia veramente a bocca aperta per come e’ stata realizzata, ogni cosa e’ stata scelta con estrema cura; e’ dominata da una splendida lavagna interattiva.
Meraviglia veramente come con una cifra tutto sommato modesta si sia potuto realizzare tanto (pareti, impianto elettrico, pavimento, mobili ed arredi).
Il Preside ci consegnera’ poi il 23 ottobre (durante la visita delle nostre delegazioni) copia delle ricevute delle spese effettuate. Le foto che seguono sono state scattate il 23 ottobre, e dunque non durante la inaugurazione ‘’ufficiale’’ ma durante la successiva visita delle nostre delegazioni.
Per questo non sono presenti gli studenti delle Scuole gemellate.

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La sala come era a luglio; il pavimento non e’ chiaramente visibile ma e’ totalmente da rifare

Sala e targa

22 ottobre mattino: visita al possibile centro culturale di Desimirovac
Desimirovac dista 8 km da Kragujevac e si trova sulla strada magistrale Kragujevac-Topola-Belgrado. Ha circa 1.500 abitanti ed è uno dei villaggi più grandi del territorio.
Gli abitanti sono essenzialmente agricoltori e allevatori di bestiame; negli ultimi anni la popolazione e’ aumentata per l’arrivo di parecchi profughi.

Nel villaggio si trova la scuola elementare «Sreten Mladenovic» frequentata da circa 300 alunni. Alla scuola fanno capo anche le scuole primarie, quasi tutte di quattro anni, dei piccoli centri vicini, (Luznice, Pajazitovo, Cerovac, Gornje Jarusice, Resnik, Novi Milanovac e Opornica) per un totale di ulteriori 300 alunni.
Desimirovac aveva un Centro culturale, costruito nel 1936 con i finanziamenti dei suoi cittadini, che pero’ e’ abbandonato da circa 30 anni.
Si tratta di un edificio dalle dimensioni considerevoli, in un brutto stato di conservazione, con una superficie coperta totale di circa di 800 metri quadrati raddoppiabili.
Gli abitanti vorrebbero rimetterlo in funzione, creando molti spazi usufruibili da tutti, prima di tutto una palestra per gli alunni delle scuole, e poi un centro sociale, affinchè i giovani di questa periferia possano disporre, vicino a casa loro, di un luogo dove trovarsi per sviluppare i loro interessi e trascorrere i loro momenti di svago, e poi spazi per esibizioni ecc.
E’ un bel progetto, assai ambizioso ma con costi impossibili da sostenere per associazioni come la nostra. Vedremo comunque se potremo in qualche modo contribuire alla sua realizzazione.

Desimirovac

22 ottobre pomeriggio: visita alla Scuola Primaria 21 ottobre.
Non e’ un gioco di parole o un errore di battitura.
La Scuola primaria 21 ottobre (corrispondente alle nostre elementari piu’ medie) e’ l’unica di Kragujevac a prevedere l’insegnamento della lingua italiana; a marzo scorso il Direttore della scuola e l’insegnante di lingua italiana ci avevano scritto chiedendoci di aiutarli nel trovare una scuola della nostra regione con cui potere realizzare un gemellaggio.
Le Scuole elementari e medie del Comune di San Dorligo della Valle hanno risposto con entiusiasmo a questa richiesta, e cosi’ insieme a Rajka sono andato nel pomeriggio del 22 a consegnare la lettera di adesione al progetto.
Ho passato due piacevolissime ore con un gruppo di alunni, che mi hanno letteralmente subbissato di domande su Trieste, sui ragazzi italiani, su quando potranno incontrarli… sono allegrissimi e pieni di aspettative.
C’e comunque sempre una certa tristezza ad incontrare ragazzi di questa eta’; avevano due-tre anni nel marzo del 1999, quando il loro Paese fu bombardato dalla NATO, il loro futuro spazzato via dalla ‘’ingerenza umanitaria’’; hanno sempre vissuto in un Paese isolato dal resto del mondo in ristrettezze economiche continue. E’ per loro che dobbiamo continuare ad agire, perche’ i ponti di solidarieta’ creati in tutti questi anni continuino a dare i loro frutti.

22 ottobre sera: ci ritroviamo tutti al Sindacato, la delegazione di Brescia e quella di Trieste. Prepariamo le buste con le quote di affido e stabiliamo le cose da fare nei due giorni successivi, che saranno pienissimi.

23 ottobre
La giornata inizia prestissimo, verso le sette, perche’ ci sara’ un presidio ai cancelli della Zastava Auto, durante il quale il Sindacato illustrera’ ai lavoratori le ultime novita’ sulla infinita vicenda della Fiat(che riportero’ in fondo a questa relazione). Siamo invitati a prendervi parte; il personale della sicurezza (specie quello Italiano, direttamente dipendente dalla Fiat) non e’ molto felice per la nostra presenza, ma non puo’ opporsi, almeno una volta i lavoratori sono piu’ forti e cosi’ superiamo insieme a loro i cancelli dello stabilimento.
Ci sono moltissimi operai che conoscsciamo da molti anni. Ci accolgono molto calorosamente, apprezzano molto la nostra presenza, si sentono meno soli in questo continuo scontro.

Direzione Zastava auto.jpg

Il programma prevede poi la visita della Mediateca di Italiano realizzata alla Scuola Politecnica, di cui abbiamo riferito diffusamente all’inizio di questa relazione.
Con questa Scuola abbiamo realizzato importanti progetti da cinque anni a questa parte; molti della delegazione non hanno mai visitato questi locali e cosi’ visitiamo anche la mensa per gli studenti (costruita nel 2005) lo studio dentistico (foto nella relazione di luglio scorso), il grande spazio per i giovani realizzato nel seminterrato, dove sta provando alcuni balli tradizionali il gruppo folk della scuola, guidato dalla infaticabile professoressa di Matematica Jasmina.
Nel seminterrato, nello spazio dedicato al tennis tavolo ping-pong, c’e il ping-pong appartenuto a Simone, un ragazzo di Brescia vittima di un tragico incidente stradale lo scorso luglio. Sua madre ha voluto perpetuarne il ricordo donando tutti i suoi giochi alla Scuola, ed è bello scoprire con quanta delicatezza la scuola ha dedicato questa sala a Simone, inaugurandola con un torneo dedicato alla sua memoria. Al centro della parete più lunga, visibili da qualunque posizione, campeggiano sotto vetro le racchette di Simone: il messaggio che trasmettono è che si può cambiare il segno del proprio dolore, trasformandolo in speranza per altri.
Anche in questo viaggio la mamma di Simone ha inviato una sottoscrizione alla Scuola.

mensa studenti Kragujevac.jpg

E infine visita alla Scuola Jovan Popovic dove abbiamo ricostruito un’aula per i bambini in età pre-scolare, mediante l’abbattimento delle pareti interne di un’ala della Scuola, rifacendo gli infissi e l’impianto elettrico. Manca ancora il ripristino dei pavimenti, per una spesa di circa 3000 euro (le foto sono nelle relazioni di ottobre 2008 e aprile 2009).
I bambini ci accolgono con uno spettacolino, e con enormi vassoi di buonissimi dolci preparati dalle loro madri. Avevamo gia’ mangiato dolci eccellenti alla Scuola Politecnica… e pensiamo con terrore al pranzo con il Sindacato che ci aspetta…
La visita e’ finalizzata a verificare con la direttice la possibilita’ di ricostruire i bagni, che sono in stato pietoso. Il Comune non ha fondi per la manutenzione straordinaria delle Scuole ed e’ per questo che non riusciamo a realizzare questo progetto. Inoltre non e’ un progetto modulabile nel tempo (come ad esempio la ricostruzione delle aule): se si comincia devono essere per forza disponibili subito tutti i fondi necessari. C’e’ da sperare che prima o poi arrivino i fondi del 5 per mille, e che la associazione Un ponte per… di Roma decida di continuare la sua collaborazione con noi, altrimenti non ne usciremo.

Nel pomeriggio FESTA GRANDE! Si inaugura la palestra di fisioterapia della Associazione malati sclerosi multipla.
Vi abbiamo illustrato con molti particolari e molte foto questo progetto nella relazioni dei viaggi effettuati a ottobre 2008 e a luglio scorso.
Sembra quasi impossibile, ma dal primo contributo, versato agli inizi di maggio 2009, sono passati solo sei mesi…
Arrivano per l’occasione anche Alessandro, Samantha e Vincenzo della associazione romana Un ponte per… che ha deciso di collaborare.
Ci accoglie Jasmina Brajkovic, presidente della associazione, insieme a molti soci (quasi tutte donne) anche giovanissimi, purtroppo. Nei loro occhi c’è la sofferenza per questa terribile malattia, ma è completamente assente l’autocommiserazione o la richiesta silenziosa di compassione.
Una grande targa ricorda tutti quelli che hanno partecipato a questa iniziativa.
Dopo i discorsi ufficiali, per fortura brevi, Alessandro consegna a Jasminala quota di 2500 euro proveniente da dalla sua Associazione, e poi si taglia il nastro!
La strumentazione fisioterapica a cui ci troviamo di fronte e’ di livello eccellente ed assai completa. A seguire, ci viene offerta una cena alla quale partecipiamo con entusiasmo e grande amicizia. Arriva anche una banda di suonatori di trombe, che ci aveva gia’ fatto compagnia un anno fa. Si balla il kolo tutti insieme, si canta, si parla e si immaginano nuovi progetti.

Sabato24 ottobre 2009
E’ il giorno dell’assemblea per la distribuzione delle quote di affido.
Come sempre moltissime persone presenti nella  grande sala della direzione della Zastava. Molti non riescono a entrare e si fermano in corridoio. La preoccupazione per il futuro domina tutti, perche’ la Fiat non sta rispettando alcun patto, e le notizie a volte incontrollabili che circolano sono veramente brutte.
Noi comunque  proviamo sempre la stessa gioia nel rivedere persone che conosciamo da anni, molti di loro ormai disoccupati, i loro figli che crescono viaggio dopo viaggio. Benche’ disoccupati, malati, disperati, almeno non sono abbandonati da tutti. La solidarietà è soprattutto questo. E loro, i nostri amici, questo lo sanno bene e ce lo dicono, qualcuno con le parole, molti con gli occhi e gli abbracci.

Consegnamo 158 quote d’affido ed alcuni regali in denaro, per un totale di 27230 euro..
Due di questi affidi sono nuovi e salutiamo con affetto i piccoli Marko e Nina che entrano a far parte di questa nostra grande famiglia solidale.

Dopo di noi viene effettuata la consegna delle 112 quote di affido della associazione di Brescia.

Nel pomeriggio abbiamo un incontro con il Sindacato.
Il clima e’ pesante, si parla dei problemi della fabbrica, dei piani della Fiat e del futuro dei lavoratori.
Anche il futuro del Sindacato e’ a rischio, soprattutto in termini di agibilita’ in fabbrica e di strutture sindacali.

Decidiamo di far venire in Italia a dicembre una delegazione del Samostanli, a Brescia per i giorni 8 e 9 e a Trieste il 10 e l’11, in modo da poter organizzare iniziative di  informazione  e  sensibilizzazione sul  tema  della  solidarietá con  le  famiglie  dei lavoratori  ed ex  lavoratori  della  Zastava e  piu’ in generale con la citta’ di Kragujevac.

Infine, a sera, siamo attesi in casa di Ana S., la ragazza che ad aprile scorso era giunta in Italia per poter realizzare il suo sogno di vedere Venezia, prima che la malattia degenerativa che la ha colpita la renda totalmente incapace di camminare. Ha finito la scuola, si è diplomata, ma ora che la malattia è sempre più evidente e invalidante non esce piu’ di casa. Andiamo noi a trovarla, e a festeggiare insieme il suo diciannovesimo compleanno, che e’ caduto dieci giorni fa. Ci attende raggiante di gioia, bellissima, ci invita a gustare i cibi e ci accompagna al suo computer per mostrarci le foto che ha scattato a Venezia: questo viaggio era stato realizzato grazie da una catena di solidarietà intitolata ‘’Il sogno di Ana’’.

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