Brutte notizie dalla Zastava

Il primo febbraio 2010 la FIAT si e’ ufficialmente impossessata della fabbrica auto Zastava a Kragujevac, che d’ora in avanti dovrebbe chiamarsi Fiat Auto Serbia.
La FIAT ha mantenuto in produzione con contratto a tempo determinato di due mesi 500 operai e con contratto di tre mesi cento impiegati; sul contratto non e’ indicato il valore del salario. I giornali Novosti e Politika ipotizzano oggi che il salario medio sara’ di 250 euro.

Gli altri lavoratori, oltre 2000, sono fuori dalla fabbrica e per loro si e’ genericamente parlato di cassa integrazione, ma al momento senza alcuna precisazione.
Il Sindacato non ha da oggi alcuna agibilita’ in fabbrica.
La situazione che si va delineando e’ la piu’ drammatica vissuta da questi lavoratori dai bombardamenti della NATO sulla loro fabbrica nel 1999.
Sostenere poi (come fanno alcune trasmissioni televisive italiane ed alcuni giornalisti) che in questo momento i lavoratori serbi stanno di fatto togliendo il lavoro agli operai italiani è inaccettabile.
Non è alimentando guerre fra poveri che si battono le politiche liberiste e selvagge del nostro tempo.
Da parte nostra cercheremo di portare a questi lavoratori tutta la nostra solidarieta’ materiale, come abbiamo fatto sempre in questi dieci anni.
Vi terremo informati delle evoluzioni della situazione.

Un nuovo camion di aiuti in Serbia

A ottobre scorso avevamo ricevuto, tramite il Console di Serbia a Trieste, richieste di aiuto da due differenti monasteri in Serbia.
Nel monastero di Sveta Petka, vicino alla citta’ di Paracin, sono ospitate 90 donne anziane, molte delle quali non autosufficienti e due bambine orfane con gravi ritardi mentali; nel monastero di Gracanica, in Kosovo, sono presenti 9 ragazzi tra i 16 e i 22 anni, con gravissimi problemi fisici (sordomuti, cerebrolesi).
Queste persone rappresentano  gli ultimi degli ultimi, e sono quelle che soffono di piu’ le privazioni in un Paese devastato dalla poverta’, dai bassissimi salari e dalla disoccupazione.
Abbiamo ricevuto una lista dettagliata di materiali  e di medicine di prima necessita’ e poco prima di Natale siamo riusciti a spedire un camion di aiuti (22 metri cubi).
Il camion ci e’ stato fornito gratis da un trasportatore serbo, mentre abbiamo pagato in totale 150 euro per spese doganali e di magazzinaggio.
Il camion e’ partito poco prima di Natale ed il materiale e’ stato sdoganato in due fasi ed e’ in via di consegna in questi giorni.


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Emergenza Haiti

Care amiche, cari amici, desideriamo segnalarvi che la ONLUS di Roma “ABC solidarieta’ e pace ” (che in questi anni ha più volte collaborato con noi alla realizzazione di vari progetti a Kragujevac) e’ presente da anni a Port-au Prince ad Haiti con progetti di sostegno scolastico.
NON CI SONO DUBBI SULLA LORO SERIETA’.

Il direttivo della nostra ONLUS Non bombe ma solo caramelle ha deciso di inviare 300 euro come prima sottocrizione.

Potete controllare le attivita’ di ABC sul loro sito
http://www.abconlus.it
Se volete aiutarli potete usare il seguente riferimento
“A,B,C Solidarietà e Pace”
Banca Popolare di Milano
IBAN IT 97 T 05584 03245 000000000512
causale: “aiuti umanitari Haiti”

Viaggio a Kragujevac - ottobre 2009

Cronaca del viaggio, i progetti in corso

Ali spezzate

E’ stato un viaggio in due tempi, perchè Gilberto è partito il 20 ottobre, in modo da poter partecipare alle cerimonie in ricordo della strage nazista del 21 ottobre 1941.
Il resto della delegazione è partita il 22 mattina con il solito pullmino prestato dall’Associazione di Solidarietà Internazionale Triestina: Gino da Montereale V., Giuliano, Marvida e Olga da Trieste, Stefano da Fiumicello e Francesco da Napoli. Sul furgone la solita decina di scatoloni per altrettante famiglie di Kragujevac da parte dei donatori italiani: pannoloni per adulti e le immancabili medicine per il presidio medico della Zastava; questa volta anche una significativa quantità di strumentazione medica di base, fornita da Francesco.


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